ADI, l’analisi preliminare nel Rapporto INPS

ADI, l’analisi preliminare nel Rapporto INPS

Nel Rapporto Annuale dell’Istituto, un lungo paragrafo (3.7) è dedicato a “Un’analisi preliminare dell’Assegno d’Inclusione” (qui il PDF), di cui vengono innanzitutto indicati e dettagliati i requisiti di accesso. Sono poi riferiti alcuni dati, di cui riportiamo cui i principali.

  • Nel periodo gennaio-giugno 2024 sono stati circa 695 mila i nuclei, pari a 1,67 milioni di persone coinvolte, che hanno ricevuto il pagamento di almeno una mensilità del beneficio. L’importo medio mensile erogato è stato pari a 618 euro. I nuclei beneficiari si concentrano nelle regioni del Sud e nelle Isole, raggiungendo il 69% del totale; seguono le regioni del Nord con il 18% e infine quelle del Centro con il 13%.
  • Nel 2024 il numero di nuclei ADI, “dopo la consueta fase di difficoltà di avvio della nuova policy, da aprile ha superato quota 600.000. A giugno il valore è ancora inferiore ai valori corrispondenti di RdC tra il 2022-2023: possibili spiegazioni della contrazione potrebbero essere ricercate in varie cause: la congiuntura economica migliorata, l’instabilità della fase di avvio della nuova policy, i mutamenti nelle condizioni di accesso (come detto precedentemente, a differenza di RdC, per ADI la presenza dell’affitto dà luogo a una integrazione economica, ma non ha effetti di innalzamento della soglia reddituale ai fini del diritto).
  • Particolarmente interessante è il paragrafo (3.7.2) in cui si analizzano congiuntamente i nuclei di RdC/PdC che nel 2023 hanno percepito più di 7 mensilità74 e i nuclei percettori di almeno 1 mensilità di ADI tra gennaio e giugno 2024. Emerge che, su un totale di 860.828 percettori di RdC/PdC, 529.539 sono percettori di ADI, mentre 331.289 non lo sono. Ci sono poi 165.588 percettori di ADI, che invece non beneficiavano delle precedenti misure.
  • Viene precisato che “i ‘nuclei poi ADI’ rispetto ai ‘nuclei poi non ADI’ mostrano una maggiore incidenza di minori, disabili, persone con almeno 60 anni di età. Molto rilevante è anche la differente distribuzione geografica: i ‘nuclei poi non ADI’ sono collocati proporzionalmente di più al Centro e soprattutto al Nord, mentre i ‘nuclei poi ADI’ sono residenti principalmente nelle regioni del Sud.
  • Dei 331 mila “nuclei poi non ADI” il 57% non ha presentato la domanda per l’Assegno d’Inclusione, mentre il 43% l’ha presentata, ma non è stata accolta76. Siccome per gennaio e febbraio 2024 valeva ancora la precedente DSU del 2023, non si può invocare una variazione dei parametri economici, per spiegare il mancato accoglimento. Alcune possibili spiegazioni sono le seguenti: 1) nuclei con la sola quota B; 2) nuclei con una scala di equivalenza RdC/PdC maggiore di quella ADI (es. nucleo di tre adulti tra 18 e 59 anni con due figli di 10 e 12 anni, per RdC la scala è 2,1 mentre per ADI la scala è 1,30)77; 3) nuclei che hanno fatto domanda ADI dopo febbraio 2024, con una nuova DSU, migliore della precedente; 4) nuclei con persone che nel 2024 hanno iniziato a lavorare (o comunque a percepire maggiori redditi) e che quindi hanno perso il diritto comunicando tale circostanza
  • Le domande respinte (par. 3.7.4) sono state 354 mila domande, “di cui circa 275 mila riguardanti nuclei in cui sono presenti minori/anziani/disabili e circa 75mila relative a nuclei in cui non sono presenti minori/anziani/disabili, pertanto buona parte (il 78%) delle reiezioni è dovuto probabilmente alla mancanza dei requisiti economici”.

A questo link, il Rapporto integrale e le diverse appendici

Qui la sezione che riguarda l’Assegno d’Inclusione

Qui la sezione dedicata al Supporto Formazione e Lavoro, che abbiamo già riportato su queste pagine.

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