Contro la povertà si vada oltre i bonus

Contro la povertà si vada oltre i bonus

(Avvenire – Economia Civile, 18/04/2024)

Da qualunque parte lo si voglia leggere, il dato della povertà assoluta nel nostro Paese cresce e, se non si individueranno nel breve termine politiche di segno opposto a quelle finora introdotte, è destinato a crescere ancora. Il primo resoconto del giugno scorso dell’Osservatorio nazionale dell’Inps restituisce un quadro inequivocabile di ritardi e di inefficacia delle politiche pubbliche di contrasto al crescente fenomeno della povertà. Gli strumenti introdotti dalla legge 85/2023, Assegno di inclusione e Supporto alla formazione e lavoro, alla prova dei primi sei mesi di verifica, si mostrano inadeguati, insufficienti e iniqui per un numero importante di persone e famiglie cadute in una condizione di fragilità sociale. La scelta di dividere i poveri in categorie, quasi che la loro posizione fosse determinata dall’età o dallo stato di salute, ha stretto, per milioni di persone, le maglie di una rete senza protezione. Una platea di percettori pressoché dimezzata che ha prodotto, come ampiamente previsto, un primo tangibile risultato: un miliardo e 800 milioni circa di minori uscite rispetto agli investimenti sulle vecchie misure contro la povertà. In un Paese in cui le condizioni strutturali del mercato del lavoro (spesso frammentato e povero) e l’inflazione erodono il potere di acquisto dei cittadini e pregiudicano la possibilità di una vita dignitosa, serve uno scarto.

A chi ha responsabilità politiche o di governo, basterebbe cogliere quanto ha certificato solo qualche giorno fa Eurostat in ordine ai dati sul reddito reale lordo delle famiglie disponibile nel 2023, diminuito di oltre sei punti percentuali rispetto al 2008. Occorre rimettere in discussione le politiche, a cominciare da quelle dirette di contrasto alla povertà dentro un quadro di interventi economici, occupazionali, fiscali e di profonde riforme strutturali del sistema di welfare che, se non ritenuto solo un costo, può divenire generativo di nuove opportunità e di crescita complessiva del Paese. Ostinarsi nella politica dei bonus. o delle “carte dedicate a te”, vuol dire replicare provvedimenti che hanno il limite dell’intervento tampone. Se il segno delle politiche non dovesse cambiare, ciò che possiamo verosimilmente aspettarci nei prossimi mesi è che i luoghi di prossimità istituzionali e non istituzionali e le comunità saranno sottoposti ad una pressione che in talune situazioni potrà farsi insostenibile. In questa nuova fase, sarà sempre più importante ascoltare i sindaci delle grandi e delle piccole città, gli assistenti sociali, le organizzazioni che si occupano delle tante forme di povertà che intanto abbiamo imparato a conoscere e a chiamare per nome. La povertà non si sconfigge esorcizzandola e, per evitare ogni possibile retorica sui poveri e la loro colpevolizzazione è urgente avere un monitoraggio non episodico del fenomeno e l’istituzione, fra l’altro prevista per legge, di un Osservatorio nazionale della povertà, come già richiesto più volte dall’Alleanza.

La prossima scadenza importante per allocare risorse dedicate alla lotta alla povertà è la legge di bilancio. Convinti come siamo che risparmiare sulla pelle degli ultimi produrrebbe un aumento ingiustificabile delle disuguaglianze, attendiamo risposte all’altezza della sfida.

Antonio Russo, Portavoce nazionale Alleanza contro la povertà

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