Povertà, 10 anni di Alleanza. 6 proposte per affrontare le sfide future

Povertà, 10 anni di Alleanza. 6 proposte per affrontare le sfide future

Ripercorrere la storia, per affrontare la sfida delle povertà con consapevolezza, competenza e con la forza delle tante esperienze diverse, riunite dieci anni fa in un’Alleanza: è quanto ha voluto fare Alleanza contro la povertà in Italia, questa mattina, riunendo presso la sede nazionale delle Acli le diverse figure e realtà che, nel 2013, hanno dato vita a questa compagine, che oggi conta 35 organizzazioni.

Ha coordinato i lavori della mattinata, il vicedirettore di Avvenire Francesco Riccardi, che fin dall’inizio ha seguito e accompagnato la storia e l’impegno dell’Alleanza. Dopo il saluto e l’intervento del sottosegretario al Mef On. Sandra Savino, a ripercorrere i passaggi e soprattutto le ragioni, lo spirito e la visione che hanno ispirato la nascita dell’Alleanza sono intervenuti, primi fra tutti, i Presidenti delle due realtà che, dieci anni fa fecero nascere l’esperienza : S.E. Carlo Roberto Maria Radaelli, Presidente di Caritas Italiana, ed Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale di Acli.

La relazione introduttiva è stata poi tenuta da Antonio Russo, attuale Portavoce dell’Alleanza, che ha ripercorso la storia della povertà e delle misure di contrasto nel nostro Paese, dal 2013 a oggi, parallelamente al lavoro di riflessione ed elaborazione di proposte e politiche da parte dell’Alleanza stessa. Sono quindi intervenuti alcuni di coloro che 10 anni fa hanno sentito il bisogno di dar vita a questa eterogenea e “visionaria” realtà, nata con lo scopo di affrontare la sfida che, allora come oggi, la povertà rappresentava: Cristiano Gori, Giovanni Bottalico e Roberto Rossini, che furono rispettivamente responsabile scientifico e portavoce dell’Alleanza, i quali hanno ricordato le difficoltà, le intenzioni e le emozioni che accompagnarono la nascita dell’Alleanza, ma soprattutto le conquiste fondamentali che questa ha compiuto nei suoi 10 anni di vita.

Dal passato e dalla storia, si è passati all’attualità della povertà, con l’intervento di Cristina Freguja, della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’Istat, che ha aiutato a contestualizzare la povertà assoluta in Italia oggi, sia dal punto di vista della definizione sia dal punto di vista dei numeri e delle tendenze.

Si sono succedute poi le testimonianze di alcune delle organizzazioni che fanno parte dell’Alleanza contro la povertà: ActionAidSalesiani per il sociale e Ali (Autonomie Locali italiane) che hanno offerto il proprio contributo alla riflessione, attraverso video che hanno raccontato la povertà “vista da chi la subisce o ne è diventato vittima.

La seconda parte della mattinata, moderata dal coordinatore del comitato tecnico dell’AcP Lorenzo Lusignoli, è stata dedicata all’approfondimento scientifico della povertà e degli strumenti di contrasto, grazie alla presentazione del nuovo volume, curato dal comitato scientifico dell’Alleanza, “Sostegno ai poveri: quale riforma? Dal reddito di cittadinanza all’assegno di inclusione” (Ed. Egea). Lo ha presentato Stefano Sacchi, coordinatore del Comitato scientifico, ripercorrendo le principali tappe della lotta alla povertà e mettendo in evidenza i limiti delle attuali misure. Nel merito, sono poi intervenuti Luisa Corazza (Università del Molise), Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata) ed Elena Granaglia (Università di Roma Tre), che hanno offerto contributi di approfondimento e spunti di riflessione per elaborare nuove proposte.

Lo sguardo si è infine allargato dalla dimensione italiana e quella europea, grazie all’intervento del Commissario europeo Paolo Gentiloni, che come da Presidente del Consiglio dei Ministro, firmò, nel 2017, il Memorandum attraverso il quale la misure di contrasto alla povertà cambiarono.

6 proposte, per i prossimi 10 anni

La giornata si è conclusa con la condivisione, da parte del portavoce Antonio Russo, di sei proposte concrete di Alleanza, per affrontare la sfida della povertà in modo più strutturale ed efficace:

1. Un ritorno al principio universalistico della misura diretta di contrasto alla povertà assoluta
I soggetti fragili, lo sono a prescindere dalle loro condizioni anagrafiche o etniche. Si ripristini quindi quel principio che ha dal 2018 accompagnato tutte le politiche di contrasto alle povertà”.

2. Il rilancio di una misura nazionale rivolta a tutte le famiglie e le persone in povertà assoluta, anche quelle dei cittadini di origine straniera residenti almeno da un anno in Italia
“Occorre un trasferimento monetario, unito a una offerta di servizi territoriali sociali e del lavoro, che rispondano a standard adeguati (non minimi) di infrastrutturazione territoriale, con personale preparato alla multidimensionalità del problema. Un modello di gestione condivisa a livello locale tra Comuni, Terzo Settore, servizi per la formazione e per l’impiego e altri soggetti, che realizzi al meglio i principi di co-progettazione e co-programmazione sanciti nella Riforma del Terzo settore”.

3. Istituzione dell’Osservatorio sulle povertà
L’art. 11, comma 5 del Decreto Legge n. 48/2023, prevede l’istituzione dell’Osservatorio sulle povertà, presieduto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali. L’Acp chiede in primis che sia istituito, che gli siano riconosciuti compiti puntuali e che si dia vita a una Commissione dotata degli strumenti e dell’autorevolezza autorevolezza.

4. Assumere nella legge di Bilancio gli emendamenti proposti da Alleanza contro la povertà

5. Un gruppo interparlamentare sulla povertà
“Serve il coraggio della scrittura di un patto tra forze politiche che vada oltre questa legislatura e oltre le legislature, per aprire una stagione nuova di confronto e di possibili soluzioni condivise. Conosciamo le difficoltà e le insidie di un percorso di questo tipo, ma ci proponiamo come facilitatori di questo processo. Un Programma di lotta alla povertà darebbe a tutte la parti in campo il merito di aver affrontato una questione cruciale per il presente e per il futuro del Paese. Per dare forza a questo processo, valuteremo la possibilità di favorire la nascita di un gruppo interparlamentare che dia gambe e forza a questa idea”.

6. Un Reddito minimo europeo
Russo ha infine fatto riferimenti alla “istituzione del Pilastro sociale europeo. La Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023, relativa alla necessità di promuovere un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva, è comunque un piccolo passo avanti in questa direzione ci chiede di allargare gli orizzonti verso l’istituzione di un Reddito minimo europeo che, anche dal punto di vista della realizzazione di quell’Europa sociale non sempre percepibile, rappresenterebbe un significativo passo avanti”.

Qui la registrazione integrale dell’evento

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